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Distribuzioni Linux
I sistemi operativi ed i programmi in generale, come qualsiasi prodotto, sono in continua evoluzione. Ciò è indispensabile per poter tenere il passo con le nuove richieste da parte dell'utenza che porta all'introduzione di nuove caratteristiche, per aderire a nuovi protocolli o semplicemente per eliminare errori nel codice che la pratica ha messo in evidenza.

I produttori di software normalmente aggiornano i propri prodotti ad intervalli regolari fornendo una nuova versione ai propri clienti. Poiché nel software proprietario la licenza vieta la lettura e modifica del codice sorgente, il programma è modificabile solamente dall'azienda che lo ha prodotto o comunque da chi è espressamente autorizzato a farlo.

Questa metodologia di sviluppo, se da una parte preserva gli investimenti che le aziende destinano allo sviluppo dei propri prodotti garantendo continuità ai progetti, dall'altra parte riduce il riuso del software, cioè la possibilità di riutilizzare parte del codice di un software per la realizzazione di altri prodotti, limitando tale possibilità all'interno dell'azienda stessa.

Il paradigma open source ha scardinato questi concetti ormai egemoni proponendo un metodo di sviluppo alternativo che prevede una licenza che non vieti l'analisi e la modifica del codice sorgente, ma anzi le incoraggi.

Se nel caso di normali programmi questo si traduce nel proliferare di applicativi derivati da altri già esistenti o in un massiccio uso di librerie condivise, nell'ambito dei sistemi operativi la questione è un po' diversa.

Sistemi operativi e distribuzioni

Nel mondo open source si sente parlare spesso, oltre che di sistemi operativi, anche di distribuzioni ed in proposito è bene fare un po' di chiarezza.

Un sistema operativo è un insieme di programmi il cui scopo è quello di gestire l'hardware e fornire un ambiente per l'esecuzione dei programmi. Il suo elemento principale è il kernel, che gestisce l'accesso alla CPU ed alla memoria nonché l'utilizzo delle periferiche ed altre funzioni relative alla gestione del sistema. Può essere granitico, cioè realizzato in un unico blocco di codice o, come avviene sempre più frequentemente in ambito open source, modulare con i vari moduli che sono caricati in memoria solo quando è necessario migliorando le prestazioni.

Il kernel

Il cuore di un sistema operativo è il cosiddetto kernel, che consente la gestione dell'hardware e altre funzionalità di base. Attorno al kernel è poi realizzato il codice rimanente, costituito da programmi più o meno indispensabili per il funzionamento del sistema operativo stesso.

Sia da un punto di vista della complessità che del tempo di sviluppo necessario, nonché per l'importanza da un punto di vista prestazionale e per la sicurezza, il kernel è l'elemento centrale.

Attualmente esistono più kernel opensource che danno luogo ad altrettanti sistemi operativi opensource o commerciali.Certamente il più conosciuto e diffuso è Linux, ma si ricorda anche FreeBSD e Darwin (utilizzato dal sistema operativo MacOSX).

Ad una disponibilità di diversi kernel e sistemi operativi open source, il paradigma di sviluppo open source aggiunge ulteriori possibilità. Poiché il codice è liberamente fruibile, chiunque può utilizzare i vari mattoncini che costituiscono il sistema operativo (kernel, librerie di sistema, programmi di utilità, interfaccia grafica e quant'altro) ed utilizzarli per realizzare un sistema operativo confacente ai propri bisogni, sviluppando eventualmente allo scopo ulteriori programmi.

Questa prassi, relativamente a Linux, (che comunque richiede ovviamente conoscenze piuttosto elevate e molte risorse umane) si è molto diffusa, dando vita a quelle che sono chiamate distribuzioni.

Il numero delle distribuzioni è ormai dell'ordine delle centinaia ed è in continuo aumento.

Esistono distribuzioni generaliste, che cercano di adattarsi al maggior numero di situazioni fornendo software per ogni necessità e strumenti di configurazione di semplice utilizzo per consentire agli utenti di intervenire sulle impostazioni per adattarle alle proprie necessità, e distribuzioni dedicate a scopi specifici che cercano di ottimizzare il codice e la dotazione software per perseguire risultati più efficaci. Le prime sono certamente quelle più diffuse ed alcune di esse, come Debian, Fedora (sponsorizzata da RedHat), Suse, Slackware, Mandriva (già Mandrake) fanno ormai parte della storia e sono spesso utilizzate come base per realizzare altre distribuzioni più mirate.

Una distribuzione normalmente si orienta ad un determinato bacino di utenza fornendo strumenti e programmi adeguati a tale scelta.

Possiamo riassumere gli elementi caratterizzanti di una distribuzione nei seguenti:

  • la versione di kernel adottata ed eventuali modifiche rispetto alla versione ufficiale, che comporta anche una più o meno vasta compatibilità hardware
  • la procedura di installazione, che può essere più o meno complessa e dotata di opzioni
  • la scelta del software disponibile nei cd forniti ed il formato dei file relativi alla loro installazione (tarball, rpm, deb)
  • la personalizzazione dell'area di lavoro e dei menù per l'accesso ai programmi
  • l'esistenza di strumenti per la configurazione del sistema più o meno semplici da utilizzare ed efficaci

L'utilizzo di questi diversi elementi in modo appropriato permette la realizzazione di distribuzioni orientate ad usi profondamente diversi tra loro. Attualmente esistono ad esempio distribuzioni mirate ad un utilizzo come desktop o come server, per l'analisi di reti di computer, per la realizzazione di un router-firewall software, per un utilizzo nelle scuole, per installazioni su hardware obsoleto e quindi povero di risorse, con occupazione ridotta dello spazio su disco (addirittura contenute in un floppy), e molto altro ancora.

Molte distribuzioni sono realizzate da aziende, che partendo dalla cospicua disponibilità di programmi open source propongono una propria distribuzione commerciale fornendo un valore aggiunto (software proprietario aggiuntivo, supporto ai clienti ed altri servizi).

Chi fosse interessato, può trovare in rete diversi siti che elencano e forniscono brevi descrizioni di distribuzioni Linux.

Tra quelli italiani ricordiamo html.it e Linuxvalley. Per facilitare la ricerca, sul sito di Linux Online è possibile selezionare la caratteristiche principali e ricevere un elenco delle distribuzioni corrispondenti ai criteri impostati.

Certamente in una scuola le esigenze sono molteplici e quindi è possibile verificare l'utilità delle varie tipologie di distribuzioni (pc utilizzati come workstation, server di rete, router-firewall, ..). Su questo stesso sito sono disponibili le recensioni di alcune distribuzioni.Tuttavia, soprattutto nella scuola di base, possono essere d'aiuto due particolari categorie di distribuzioni, una delle quali dedicata espressamente alle istituzioni scolastiche, ragion per cui nelle pagine seguenti l'attenzione sarà focalizzata sulle distribuzioni live ed educational .

 
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