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Contenuti in rete

Fino a pochi anni fa i contenuti erano trasmessi quasi unicamente attraverso la carta stampata. Ciò implicava, almeno per i contenuti destinati a consolidarsi nel tempo, tempi di aggiornamento piuttosto lunghi, dell'ordine dei mesi se non degli anni.

Ogni autore, come stabilito dalla Convenzione di Berna e da altre norme internazionali, è titolare di tutti i diritti della sua opera e la tutela è automatica; non è necessario che l’autore registri l’opera o apponga un avviso di copyright.

Secondo il modello tradizionale all'editore sono ceduti in toto i diritti patrimoniali, mentre i cosiddetti diritti morali (ad esempio il diritto al riconoscimento della paternità dell'opera) restano inalienabili.

Con Internet è diventato possibile ed alla portata di tutti la produzione e distribuzione di documenti attraverso la rete. Questo ha portato alla modifica di alcune caratteristiche nel meccanismo di pubblicazione. Per citarne alcune:

  • è sempre più facile per qualunque autore poter pubblicare
  • i documenti sono aggiornati con frequenze molto più elevate
  • spesso i documenti sono prodotti a molte mani attraverso la collaborazione via web
  • i documenti spesso sono contributi quantitativamente limitati, ma di larga diffusione

Oggi chi vuole pubblicare su Internet opere di cui è autore può farlo facilmente. Anche in un contesto telematico, alle opere creative viene applicato un regime standard di copyright, secondo cui tutti i diritti sono riservati all'autore ("All rights reserved")

Se l’autore non vuole ricorrere al meccanismo di pubblicazione attraverso l’editore, cui cedere i diritti di sfruttamento della sua opera, come tradizionalmente si è sempre fatto, ma vuole che la sua opera circoli liberamente, magari su Internet, può decidere quali dei suoi diritti cedere a titolo gratuito ed a quali condizioni. Per fare un esempio, può decidere che chiunque possa utilizzare e modificare la sua opera, purchè venga sempre attribuita la paternità all'autore originario ed a condizione che si mantengano le stesse condizioni di distribuzione anche alle successive modifiche dell’opera.

Insomma i diritti sono tutti dell’autore, che può, se vuole, “rilasciarne qualcuno” a suo piacere e dispone, come vedremo fra poco, degli strumenti per farlo. Parliamo di strumenti “legali”, ovvero di licenze pensate proprio a questo scopo: le licenze Creative Commons. Sono un set di licenze pensate per mantenere alcuni diritti per l'autore pur consentendo molte libertà al fruitore dell'opera pubblicata, graduando tali prerogative secondo la volontà dell'autore.

Le scuole non solo utilizzano contenuti pubblicati secondo le modalità tradizionali dell’editoria, ma sono anche produttrici di contenuti propri. Tali contenuti solo raramente arrivano ad avere caratteristiche tali da essere d’interesse del mercato editoriale, ma sono una sorgente utile e spesso anche di eccellente qualità.

Le scuole possono trovare in tali tipologie di licenze una soluzione agevole e rispondente a molte necessità. Abbiamo cercato di ipotizzare alcuni alcuni esempi di utilizzo delle licenze Creative Commons per la pubblicazione di documenti tipicamente prodotti in ambito scolastico.

Questo stesso sito, per favorire la massima diffusione dei contenuti, è pubblicato con una una licenza Creative Commons, che ne disciplina l'utilizzo.

Creative Commons è un progetto sorto nel 2000 con la collaborazione delle Università di Harvard e Stanford con lo scopo di creare degli strumenti tecnologici e giuridici in grado di tutelare gli autori di contenuti prodotti per alcune tipologie di lavori creativi quali siti web, corsi scolastici online, ecc...

Gli scopi e la struttura delle Licenze di Creative Commons sono illustrati da Simone Aliprandi, nella brochure, pubblicata sotto licenza Creative Commons, liberamente scaricabile dalla rete. Può risultare utile anche la lettura della documentazione "Breve introduzione al modello copyleft" consultabile all'indirizzo http://www.copyleft-italia.it/documenti/copyleft-in-breve.htm che apre il libro "Compendio di libertà informatica e cultura open" http://www.copyleft-italia.it/compendio.

 

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6 Le Creative Commons applicate all'Osservatorio Tecnologico
7 Contenuti scolastici e CC
8 Creative Commons
 
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