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Software in school
  • Open source and free software

    by Angelo Raffaele Meo, Politecnico di Torino
    Reproduced from Mondo Digitale, numero 2 - Giugno 2002 with author's and editor' permission

     

  • Open source in school

    What is it all about? Which are the "keywords" we must know? What kind of influence could it have on the education system's different areas? Clear answers are not at hand, partly due to the strong cultural impact involved

    Though much has been written and said about Opensource and free software in school, many teachers are still unfamiliar with the terms and concepts. To avoid possible confusion, in the More Resources chapter various categories of software are defined, i.e. to point out clearly the difference between the terms "Free software" and "Opensource", often used as synonyms. Though they are part of the same phenomenon, they belong to different categories because of the license terms ruling their use

    Open Source is suited to the education system for various reasons:

    • It allows the students to learn more because they can "see what's inside" and understand better how computers and operating systems work;
    • It widens the learning spectrum of the students promoting the creation of different skills;
    • It makes the reuse of obsolete hardware systems still available in the school possible, helping to reduce the total cost for hardware and software;
    • It is practically virus-free.

    The issue of Open source software is widely debated in school, often related to very different use:

    1. Adoption of Linux operating system for server;
    2. Use of office automation suites (i.e.: OpenOffice for ECDL) debating the classic issue: Is it better to teach students to use products most requested by the "market" or free software that gives more competence, allowing them to analyse how it works?;
    3. Teaching of various subjects (i.e.: opensource applications to teach physics);
    4. Basic computer teaching in primary school;
    5. Computer science teaching for technical school students;
    6. Networks and on-line services management.

    The trend is toward increasing use of Linux, especially in Technical and Vocational schools.

    However, these experiments are limited to some excellence cases. These practices are difficult to scale up and apply to the basic educational curriculum.

    In the new edition of the questionnaire on school LAN ssome questions on use of free software could help to monitor its diffusion..

    A critical issue is the lack of professional human resources in schools, both in terms of skills and of the number of people available. The funds saved using free software should be reinvested in training.

    The integration of the various proprietary and open source platforms is another critical point. Schools interested in the open source paradigm will have to choose whether to make a radical change or to opt for mixed "blended” solutions.

    The ability to make informed, autonomous choices will open new perspectives for Open Source in school.

  • Open source esperienze a scuola

    Presentiamo alcune esperienze di uso o produzione di software libero e/o open source nelle scuole italiane.

    La survey è stata pubblicata sul sito OSOR.eu come case study http://www.osor.eu/case_studies/open-source-software-survey-in-italian-schools.

    L’INIZIATIVA DI RACCOLTA DI DESCRIZIONI DI PROGETTI ED ESPERIENZE

    La scheda inviata dalle scuole contiene la descrizione dell’esperienza di uso o di realizzazione di software open source al proprio interno.

    Ogni scheda è corredata anche dai dati relativi all’Open Source Software (OSS) , forniti dall’Osservatorio Permanente Attrezzature Tecnologiche del MIUR.

    L’iniziativa è stata condotta dall’Osservatorio Tecnologico in collaborazione con l’Osservatorio Permanente Attrezzature Tecnologiche del MIUR, al fine di utilizzare i dati dell’anagrafe ufficiale dell’ICT scolastico, non richiedere inutilmente alle scuole di fornire informazioni già note e riferirsi a criteri descrittivi delle dotazioni ICT uniformi.

    LE ESPERIENZE

    L’elenco delle esperienze pervenute in tempo utile, suddivise su base geografica, lungi dall’essere esaustivo, rappresenta una prima descrizione puntuale di come il software libero stia diffondendosi nella scuole.

    Vengono usati vari termini (software libero, software aperto, software open source, codice a sorgente aperto, Free Libre Open Source Software - FLOSS) per indicare il fenomeno di cui stiamo parlando e che indicheremo, per semplicità, come OSS (Open Source Software).

    Sono presenti tutte le tipologie di scuole ed è significativa la presenza di scuole del I ciclo.

    Nella scuola secondaria oltre agli istituti tecnici, c'è una significativa presenza di licei.

    La distribuzione geografica è su tutto il territorio nazionale, con alcuni punti di eccellenza.

    Molte esperienze sono relativa alla didattica dell’informatica e consistono nella erogazione di corsi sul tema dell’ opensource. Spesso l’esperienza comprende anche la realizzazione dell'infrastruttura informatica necessaria, realizzata usando OSS.

    Frequente l’aggiornamento dei docenti sui temi di base dell’OSS, spesso in relazione ai corsi C1 e C2 di FOR-TIC.

    Altre esperienze riguardano la realizzazione di servizi di supporto organizzativo, altre i servizi di comunicazione.

    Sono presenti in alcune esperienze l'utilizzo di piattaforme open source di E-learning o di Content Management System.

    Frequente il riferimento all’uso delle suite StarOffice, affiancata a OpenOffice.org.

    La maggioranza dei progetti dunque utilizza OSS in genere e non si limita ad usare Linux.

    Pochi progetti, molto interessanti, prevedono attività di sviluppo di OSS.

    Ci sono sinergia e collaborazione con il territorio, le imprese e la PA locale.

    AGGREGAZIONI TERRITORIALI

    Due istituzioni di Regioni a Statuto speciale hanno operato una scelta netta a favore dell'OSS

    PUNTI DI FORZA E DI DEBOLEZZA

    Il punto di forza principale è rappresentato dalla diversità delle esperienze, dalla ricchezza di idee e di soluzioni operative: chi osserva l'insieme dei progetti coglierà infatti una significativa intersezione delle soluzioni proposte dall'OSS con molti dei problemi fondamentali della scuola, soprattutto in termini di organizzazione interna e comunicazione con l'esterno, ma anche per quanto riguarda gli aspetti didattici.

    Il punto di debolezza principale è la mancanza di maturità nella progettazione, che appare ancora frammentata e descritta in termini per addetti ai lavori e spesso autoreferenti, ossia poco chiari per chi è esterno al mondo scolastico.

    IL CONTESTO EUROPEO

    Il panorama europeo dell’OSS nella scuola e nella Pubblica Amministrazione è in evoluzione.

    Si segnalano:

    • Nell’ambito delle iniziative della Unione Europea l’OSOR (Open Source Observatory and Repository)
    • A livello dei paesi membri il recente studio dell’agenzia britannica BECTA (British Educational Communication and Technology Agent) sull’efficacia del software OSS nella scuola.

    Nello studio britannico si evidenzia come, su un campione di scuole primarie e secondarie, l’uso di OSS porta a benefici culturali, economici ed organizzativi, ma che tale efficacia dipenda da come la scuola gestisca ed organizzi l’introduzione del OSS.

    LE PROSPETTIVE

    Su tale analisi l’Osservatorio Tecnologico concorda pienamente e da sempre. Ha realizzato la ricerca sulle RASIS (Rete Aperte e Soluzioni Integrate per le Scuole), con AICA, CSP e INFN, proprio per aiutare l’organizzazione scolastica nel formalizzare i suoi bisogni di networking e di servizi web, mediante l’uso di strumenti di specifica, come UML, e per favorire la standardizzazione delle soluzioni di base basate proprio su OSS.

    Il processo di formalizzazione della domanda è prerequisito infatti alla aggregazione dell’offerta e l’OSS rappresenta un possibile terreno di incontro fra scuola e imprese del settore ICT, con caratteristiche di forte innovazione e potenzialità crescenti.

    ATTIVITÀ SUL SOFTWARE OPEN SOURCE NELLA SCUOLA DI ALTRI ENTI ISTITUZIONALI DEL MIUR

    Su un tema “aperto” come è per definizione l’OSS, che rifugge per sua natura da ogni modello predefinito e totalizzante, è più che mai importante avere una visione di insieme davvero completa e articolata. L’Osservatorio Tecnologico ha la vocazione ad occuparsene soprattutto dal punto di vista generale, in termini di efficienza, usabilità, struttura delle licenze da una parte e della dialettica tra soluzioni tecnologiche e problemi di organizzazione e comunicazione autenticamente avvertiti ed esplicitati dalle differenti unità scolastiche. Gli aspetti didattici in senso stretto sono perciò in qualche modo una nostra competenza “indiretta”.

    Alcune iniziative specifiche sull’aspetto didattico realizzate da altri enti appartenenti al MIUR sono:

    Sul piano invece dell’anagrafe delle dotazioni TIC nelle scuole, ricordiamo che presso la Direzione Generale Informatica del MIUR è attivo, dalla primavera 2004, l’ Osservatorio Permanente Attrezzature Tecnologiche del MIUR, che costituisce dunque la base di dati nazionale sulle dotazioni Hardware e Software delle Scuole Italiane.

    Dallo scorso anno tutte le scuole italiane compilano e mantengono aggiornata la descrizione delle Attrezzature Tecnologiche in possesso della scuola stessa. La sezione specifica sull’opensource è stata inserita nel maggio 2005, è ancora in fase di compilazione da parte delle scuole. La rilevazione sull’OSS si concluderà a Luglio 2005.

     

  • open source and public administration

    by Giovanna Sissa, Osservatorio Tecnologico di Genova
    Reproduced fromMondo Digitale, numero 3 - Settembre 2003 with author's and editor's permission

    1. The history
    2. Heart of open source: licenses
    3. Open source bosses
    4. Open source software state of the art in public administration
    5. Open source software role in public administration
    6. Conclusions
  • Open source PA link
    Nell'ambito della pubblica amministrazione italiana negli ultimi anni si è molto parlato di software open source, esistono alcuni casi in cui pubbliche amministrazioni hanno adottato OOS per fornire i servizi ai cittadini. Naturalmente anche all'estero avviene un fenomeno analogo, anzi in alcuni casi la penetrazione del software open source è maggiore.

    È interessante poter analizzare le realtà presenti nei vari paesi e confrontarle con quella italiana. In quest'ambito è importante l'attività svolta da IDA (Interchange of data between Administrations), una Commissione della Comunità Europea che utilizza tecnologie dell'informazione per supportare un rapido scambio di informazioni tra le amministrazioni degli stati membri.

    Per far ciò IDA collabora con le Autorità Nazionali e con altri enti a livello europeo.

    Molte sono le attività intraprese da IDA. Ne segnaliamo alcune di particolare rilievo.

    L'open source è indiscutibilmente un fenomeno in crescita, ma avere una misura del fenomeno è molto importante per valutare se e in che misura può essere conveniente utilizzarlo all'interno di un'amministrazione. IDA ha cercato di dare una risposta a questa esigenza elencando e descrivendo casi di analisi ed adozione di OOS da parte di pubbliche amministrazioni europee. Tutto questo ha prodotto un report con i risultati dell'indagine.

    Sempre in questa direzione, IDA ha creato un Open source Observatory che monitorizza il fenomeno e distribuisce i risultati dell'osservazione a tutti gli operatori interessati.


     
  • Approfondimenti

    Il fenomeno del software libero è complesso ed investe molti aspetti: tecnologici, culturali, ideologici, di business e di modello di sviluppo.

    Per approfondire questo tema è necessario descrivere le diverse tipologie di software, per poter comprendere le diversità fra le varie licenze. Nel software libero molti concetti vengono "rovesciati" rispetto al software proprietario. Invece che di copyright si parla di "copyleft" . L'adozione del paradigma Opensource, comporta vantaggi e svantaggi.

    VANTAGGI

    L'adozione di OSS(Open Source Software) porta normalmente ad un risparmio iniziale in termini di costi. Un confronto economico corretto deve essere però compiuto non solo sulla spesa iniziale, ma tra il TCO (total cost of ownership) delle soluzioni open source e il TCO delle soluzioni proprietarie. Oltre al costo delle licenze, nel TCO confluiscono le spese dei servizi di supporto, della formazione, i costi di migrazione, d'installazione e di gestione.

    Un elemento a favore dell'OSS è l'indipendenza dai fornitori,che consistente nel poter affidare il supporto di un prodotto open source a un'azienda scelta dal cliente, laddove nel mondo del software proprietario solo il produttore (o un suo partner autorizzato) può supportare il proprio software.

    Disporre inoltre del codice sorgente dei programmi utilizzati all'interno della propria organizzazione permette (anche se non garantisce) un grado maggiore di sicurezza.
    Sono infatti più agevoli i controlli interni (ove nei software proprietari ci si deve affidare ai produttori) alla ricerca di eventuali "back door" o debolezze sfruttabili da attacchi esterni.

    In generale, il software open source è più adatto ad essere personalizzato o esteso come funzionalità rispetto a un software proprietario.

    SVANTAGGI

    La portabilità invece è un punto a sfavore degli OSS. Le diverse distribuzioni di Linux contengono versioni differenti delle stesse librerie (esempio: glibc, pthreads, libm Xt, ncurses), per cui gli sviluppatori hanno difficoltà nel garantire la portabilità delle loro applicazioni. Programmi basati su una determinata versione delle librerie (ad esempio glibc 2.1) possono avere problemi con una distribuzione del sistema operativo che usi glibc 2.0 o glibc 2.2.

    Sempre a sfavore citiamo la bassa compatibilità con standard commerciali.
    Il modello attuale di distribuzione del software open source, economicamente basato sull'offerta di servizi piuttosto che sulle licenze, è rischioso in un mercato aggressivo come quello dell'IT. Per questo motivo, alcuni distributori di OSS si trovano in difficoltà. Ad esempio, Great Bridge, (creatore di PostGreSql) ha dovuto dichiarare fallimento. Anche grandi distributori di Linux come SuSE e Red Hat hanno avvertito difficoltà.

    Infine la principale difficoltà, come riconosciuto dalla stessa comunità internazionale di utenti Linux, è la mancanza di driver: la maggioranza dei produttori di periferiche non forniscono driver per Linux, dunque la lista dell'hardware compatibile è limitata ai dispositivi a cui la comunità degli sviluppatori open source ha accesso. Quando viene lanciata sul mercato una nuova periferica, occorrono mesi prima che i driver siano disponibili, ammesso che i produttori forniscano le interfacce necessarie per lo sviluppo dei driver stessi; il problema è particolarmente evidente per le schede video e per i modem.

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  • Test di applicativi
    Effettuiamo dei test di software applicativo, di tipo generale e/o di supporto ma non specifico per la didattica, di uso comune nelle scuole. I test sono effettuati presso il nostro laboratorio, da insegnanti in servizio, utilizzando strumentazione e attrezzature con caratteristiche comuni a quelle delle scuole, considerando anche l'esistenza di hardware obsoleto o comunque di fascia medio-bassa.

    Tra gli applicativi, degne di nota sono certamente le suite di Office Automation. In questa sezione sono esaminate le caratteristiche generali dei prodotti principali di tipo Open Source.

    Nella sezione dedicata alla portabilità fra documenti sono invece analizzate le modalità di migrazione fra suite diverse, proprietarie o open source

    Le versioni testate sono sempre le ultime disponibili sul sito ufficiale del fornitore al momento della prova.

    I test non seguono sempre una metodologia strutturata comune, in quanto la tipologia dell'applicativo testato e la sua utilità in ambito scolastico fanno sì che gli aspetti indagati possano differire anche sensibilmente.

    GLI APPLICATIVI TESTATI
    Controllo remoto in classe ITALC (2007)  
    Suite Office Automation commerciali STAR OFFICE 7.0 (2004) STAR OFFICE 5.2 (2001)
    Suite Office Automation open source OPEN OFFICE 1.1 (2004)  
    Terminal Client RDESKTOP (2003)  

    MANTENIMENTO DEI RISULTATI DEI TEST SUL SITO

    Nonostante alcuni articoli riguardino prodotti rilasciati da tempo, sono solitamente mantenuti sul sito dell'OTE perché comunque mantengono una loro validità. Infatti non sempre scegliere l'ultima versione di un software è la scelta migliore. Diverse motivazioni possono consigliare scelte diverse, come la confidenza degli utenti con un prodotto, la compatibilità con altri software adottati a scuola, i costi delle licenze o l'inesistenza di un prodotto più recente con caratteristiche simili. Ad esempio Edulinux, pur trattandosi di un prodotto rilasciato qualche anno fa, è ancora un riferimento per la vocazione prettamente didattica, caso praticamente unico nell’ambito delle distribuzioni Linux.

     

     

  • Test distribuzioni Linux
    Effettuiamo dei test di valutazione di software che riteniamo possano essere interessanti per le scuole. I test sono effettuati presso scuole, da insegnanti in servizio, utilizzando strumentazione e laboratori dotati di attrezzature con le caratteristiche comuni alle scuole, considerando l'esistenza anche di hardware obsoleto o comunque di fascia medio bassa.

    L'Osservatorio Tecnologico invita le istituzioni scolastiche a segnalare la distribuzione GNU/Linux che ritengono più confacente alle proprie necessità.

    Quelle maggiormente richieste saranno sottoposte a test nei nostri laboratori.

    Linux è il principale protagonista del software libero, sviluppatosi ed affermatosi negli ultimi anni con gran successo. Linux è un tipo di sistema operativo, che contraddistingue in realtà una famiglia di software.

    Mentre i sistemi operativi proprietari sono in genere indicati da un nome (e da una versione), nel caso di GNU/Linux si parla di distribuzioni. Per chiarire la differenza tra sistema operativo e distribuzione è disponibile un approfondimento.

    Per Gnu/Linux sono reperibili numerose distribuzioni diverse, sia per server che per client.

    Una distribuzione si caratterizza per diversi aspetti: la versione e la specifica configurazione del kernel adottato, la procedura di installazione, gli applicativi disponibili, strumenti di configurazione e gestione specifici, la personalizzazione dell'ambiente di lavoro ed altri ancora.
    Benchè, data l'ampia scelta di applicazioni disponibili liberamente e la possibilità di ricompilare il kernel per adattarlo alle proprie esigenze, ogni distribuzione possa essere utilizzata sia come desktop che come server, solitamente le aziende o comunità che gestiscono proprie distribuzioni tendono a predisporre apposite versioni orientate a compiti specifici.
    Semplificando un po', ciò è realizzato fornendo il kernel compilato con opzioni opportune, magari con patch create appositamente allo scopo, dedicando molta attenzione nella scelta dei pacchetti (eventualmente integrando quelli liberi con applicativi proprietari per caratterizzare le distribuzioni a pagamento) e fornendo strumenti di configurazione opportuni sia in sede di installazione che durante il normale utilizzo.

    Analizzare tutte le distribuzioni, dato il numero molto elevato, è un lavoro improbo. Pertanto ne sono prese in considerazione solo alcune, rimandando ad un'indagine personale lo studio delle altre se esistessero esigenze specifiche. In particolare l'analisi verterà su due distribuzioni più orientate al desktop, e due più votate ad un utilizzo come server.

    Le versioni testate sono sempre le ultime disponibili sul sito ufficiale del fornitore al momento della prova.

    Tutti i test di software sono stati condotti seguendo uno schema analitico comune. Le informazioni acquisite vengono quindi esposte strutturandole nei seguenti punti.

    LA SCHEDA DI VALUTAZIONE

    • TIPO DI PRODOTTO
    • PRO E CONTRO
    • UTILIZZI
    • RAPPORTO DI VALUTAZIONE

    RAPPORTO DI VALUTAZIONE

    Modalità di installazione
    Tempi di acquisizione
    Tempi di installazione
    Tempi di avviamento
    Caratteristiche Hw richieste
    Difficoltà nell'installazione
    Esistenza, qualità e completezza della documentazione
    Possibilità di assistenza on-line
    Cosa ne pensiamo

    Modalità di installazione
    Gli aspetti relativi all'installazione sono particolarmente significativi nel caso di analisi di un sistema operativo. Sono elencate le diverse opzioni disponibili, descrivendo in maggior dettaglio quelle ritenute più confacenti ad una scuola, tenendo conto delle risorse a disposizione (connessione più o meno veloce ad Internet, presenza di un masterizzatore, disponibilità finanziarie). Nel caso di software applicativo, si valutano tutte le possibili modalità di installazione (locale, di rete, parziale, completa).
    Tempi di acquisizione
    Solitamente esistono più modi per reperire un prodotto. Un'analisi di massima dei tempi di acquisizione può guidare l'istituto scolastico verso una forma di fornitura piuttosto che un'altra, anche per disporne nei tempi previsti dalla programmazione didattica
    Tempi di installazione
    Indica l'effettivo impegno per arrivare all'installazione completa del prodotto..
    Tempi di avviamento
    Indica l'impegno e la complessità nel portare a regime l'utilizzo del prodotto nella propria organizzazione.
    Caratteristiche Hw richieste
    Mentre un'azienda normalmente dispone di hardware aggiornato, nelle scuole non sempre è così. Spesso si dispone solo di materiale non recentissimo se non addirittura obsoleto. Comunque, anche nel caso di scuole con un parco informatico adeguato, può presentarsi l'esigenza per finalità didattiche di utilizzare hardware di diverso livello. E' opportuno quindi conoscere le risorse minime ed ottimali richieste ed il livello di servizio che è lecito attendersi.
    Difficoltà nell'installazione
    L'installazione di un sistema operativo è la fase normalmente più difficoltosa, durante la quale si possono incontrare problemi imprevisti. Le difficoltà incontrate durante i test sono riportate per fornire informazioni sull'effettiva convenienza nell'adozione di un software, ed indirettamente sulla qualità del servizio fornito dall'azienda o organizzazione produttrice.
    Esistenza, qualità e completezza della documentazione
    Nel valutare la qualità di un prodotto è molto importante la presenza e la completezza della documentazione, le diverse modalità disponibili per la sua fruizione, la sua disponibilità in più lingue e formati, le modalità di reperimento. Tali informazioni sono inserite nel rapporto.
    Possibilità di assistenza on-line
    Un prodotto software non può essere inteso solo come fornitura del codice. Molto importante è anche il supporto successivo all'installazione che può aiutare a superare eventuali problemi o ad ottenere maggiori benefici dal suo impiego. Ciò è particolarmente vero nel caso di prodotti relativamente poco conosciuti come quelli OpenSource, per i quali non è ancora diffusa capillarmente una competenza specifica.
    “Cosa ne pensiamo”
    L'analisi del prodotto apparirebbe di scarsa utilità senza una successiva operazione di sintesi. Il redattore, alla luce dell'esperienza svolta fornisce un giudizio complessivo sull'oggetto della prova e sui possibili impieghi in una struttura scolastica. Naturalmente nella stesura del rapporto è quantomai importante evidenziare pregi e difetti senza pregiudizio alcuno, favorendo la libera scelta delle istituzioni scolastiche a cui è demandato giudizio finale.

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    LE DISTRIBUZIONI LINUX TESTATE 

    LINUX DEBIAN 3.0 (2003)
    SUSE LINUX ENTERPRISE SERVER 8.0 (2003)
    RED HAT ENTERPRISE AS3 (2004)
    MANDRAKE 9.0 STANDARD EDITION (2003)
    EDULINUX 0.9 (2001)

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  • Test di portabilità

    In questa sezione vogliamo testare la portabilità di documenti generati con una suite di Office Automation e aperti con suite differenti.

    Le prove effettuate hanno lo scopo di stimare la capacità di alcune applicazioni con funzioni simili (ma appartenenti a differenti suite) nell'importare/esportare files reciprocamente, mantenendo integra ogni loro porzione e funzionalità.

    Abbiamo verificato la portabilità fra documenti MS-Office2000, StarOffice7.0 e OpenOffice1.1 , anche sotto sistemi operativi diversi.

    Per la migrazione da una suite di Office Automation all'altra (ad esempio da MS-Office a StarOffice) in un Istituto scolastico è fondamentale considerare la possibilità di gestire i formati proprietari più diffusi, per poter scambiare documenti col mondo e, nel contempo, essere in grado di usare i documenti prodotti in passato.

    StarOffice ed OpenOffice.org sono sostanzialmente identici. Quindi, anche in termini di portabilità, il loro comportamento è identico. Le differenze tra i due pacchetti sono le seguenti:

    • StarOffice è distribuito con il database Adabas, mentre OpenOffice.org non dispone di nessun database, pur disponendo degli stessi strumenti di StarOffice per l'accesso a database esterni;
    • La dotazione di font, clipart e modelli di documenti è più ricca in StarOffice;
    • StarOffice dispone del supporto fornito da Sun Microsystems;
    • OpenOffice.org supporta un maggior numero di linguaggi, anche bidirezionali;
    • OpenOffice.org è aggiornato più frequentemente.

    In linea generale, StarOffice e OpenOffice.org esportano documenti in maniera più efficace (con minor perdita di dati) verso MSOffice di quanto non facciano quando si trovano in condizione di importare.

    Le Macro richiedono dopo l'importazione un intervento manuale per poter essere utilizzate, mentre i template possono essere utilizzati direttamente, pur essendo consigliabile una verifica dopo l'importazione.

    StarOffice ed OpenOffice.org sono sostanzialmente identici, differenziandosi solo per gli aspetti sotto elencati:

    • StarOffice è distribuito con il database Adabas, mentre OpenOffice.org non dispone di nessun database, pur disponendo degli stessi strumenti di StarOffice per l'accesso a database esterni;
    • La dotazione di font, clipart e modelli di documenti è più ricca in StarOffice;
    • StarOffice dispone del supporto fornito da Sun Microsystems;
    • OpenOffice.org supporta un maggior numero di linguaggi, anche bidirezionali;
    • OpenOffice.org è aggiornato più frequentemente.

    Per ogni test abbiamo circoscritto il numero di funzionalità adottate a 10-20 scegliendole tra quelle di uso più comune e incluse in un unico documento.

    Ogni confronto è suddiviso in tre sottosezioni corrispondenti alle tre tipologie di applicazione testate:

    • Elaboratore di testo;
    • Foglio elettronico;
    • Elaboratore di presentazioni.

    I formati testati sono: doc, rtf, xls, ppt.

    Nella lista non è presente il formato mdb, utilizzato da Access. Ciò è dovuto al fatto che non esiste un equivalente in OpenOffice.org e StarOffice. La particolarità di Access consiste nel fatto che in un unico strumento sono presenti un database relazionale ed un'interfaccia grafica che consente di interagire con esso in modo più amichevole.
    OpenOffice.org e StarOffice sono in grado di aprire database esterni tramite i protocolli ADO (solo nella versione per Windows), ODBC, JDBC, oltre ad accederre a database MySql, alla rubrica di Mozilla, file di testo CSV e fogli elettronici. Su tali basi di dati è possibile compiere operazioni essenziali su essi all'interno del proprio ambiente di lavoro. Inoltre si possono importare record e campi all'interno di documenti creati con le due suite.

    Inoltre StarOffice è fornito con una versione ridotta del database relazionale Adabas, prodotto dall'azienda Software AG. Tale database in versione ridotta è comunque scaricabile sottoscrivendo un modulo di registrazione.

    Le due suite non consentono però di convertire un database Access in altro formato o viceversa.
    Pertanto non è stato possibile inserire una prova di portabilità tra i database.

    La possibilità di importare/esportare documenti creati con la suite di Office Automation più diffusa è fondamentale per un Istituto scolastico in quanto consente discambiare documenti col mondo ed essere in grado di accedere ai documenti prodotti precedentemente.

    Dato il rapporto di collaborazione tra Sun Microsystems® e la comunità di sviluppatori liberi OpenOffice.org®, creatori della suite omonima a partire dai sorgenti di StarOffice 5.2 messi a disposizione da Sun, le osservazioni effettuate in questo articolo valgono anche per la corrispondente versione di OpenOffice.org, eccettuate alcune piccole differenze che intercorrono tra i due applicativi.

    Date le numerosissime funzionalità presenti in entrambe le suite, la prova non può che essere parziale e non è un confronto qualitativo tra Microsoft Office 2000 e StarOffice 7.0 ma ha il solo scopo di fornire un'idea generale sulle possibilità di StarOffice nell'importazione dei documenti dalla suite di Microsoft.I risultati possono risentire in modo più o meno marcato degli errori inevitabilmente presenti nell'esportazione.

    Ricordiamo che tutte le informazioni riportate nelle schede dei test di portabilità presenti in questo sito sono assolutamente indicative. Pur riportando fedelmente i comportamenti osservati, e a causa della natura stessa sella prova, non si esclude che si possano osservare fenomeni discordanti da quanto riportato. Non si intende, inoltre, in alcun modo fornire giudizio di merito su nessuna delle funzionalità svolte da tutti i software.

    Da segnalare, infine, che l'IDA (Interchange of data between Administrations un progetto della Commissione Europea) ha emanato recentemente (Novembre 2003) le guidelines per la migrazione. Un dossier dettagliatissimo per quelle amministrazioni che decidono di compiere la migrazione da un software proprietario ad un altro opensource.

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  • Migrazione

    Migrare da una piattaforma tecnologica ad un'altra è, in informatica, una delle attività più comuni, ma anche più critiche per qualunque organizzazione. Un tema caldo è oggi per le scuole l'Open Source Software. La sua eventuale adozione passa infatti per un'attività di migrazione di software e di dati. Migrare verso l'Open Source può significare cambiare il sistema operativo, passando ad esempio a Linux, oppure cambiare software o pacchetti applicativi oppure cambiare i programmi di Office Automation.

    Uno degli studi più esaurienti e recenti (Novembre 2003) sul tema della migrazione, effettuato su iniziativa della commissione europea, è l'IDA (Interchange of Data Between Administrations), ora chiamata IDABC che è contenuto in un report che articola le linee guida da seguire per compiere la "migrazione" verso i sistemi Open Source.

    È una guida molto completa ed esauriente che vuole essere di uso pratico per gli amministratori dei sistemi informativi e per i responsabili delle amministrazioni pubbliche. Si propone due obiettivi principali:

    • aiutare gli amministatori nel valutare l'opportunità di compiere la migrazione;
    • descrivere in termini pratici e tecnici, come deve essere compiuta

    Il documento è stato redatto da esperti di ICT nella pubblica amministrazione appartenenti a 9 diversi paesi che hanno lavorato a questo progetto per un anno.

    L'intento dichiarato è quello di rendere tale migrazione facile ed immediata. Il documento, pur essendo di dimensioni considerevoli, è strutturato ed indicizzato molto bene ed è di facile consultazione per tutti.
    Le ragioni che possono spingere una amministrazione a compiere una scelta così importante e radicale sono illustrate nel capitolo 2 "Summary".
    Ai dirigenti vengono spiegati in maniera chiara e sintetica sia gli aspetti gestionali per compiere la migrazione sia le sua conseguenze di tipo umano (capitoli 5 e 6 "Migration Overview" e "Human Issues").

    Molto interessante anche l'analisi dettagliata dei costi che è pubblicata e scaricabile separatamente dalle guidelines ("Comparison Spreadsheet") che, tuttavia non costituisce un vero e proprio TCO (Total Cost of Ownership).
    Per i gestori di rete ci sono schede tecniche dettagliatissime di descrizione degli aspetti tecnologici.

    Le Applicazioni. Gruppi principali (traduzione in italiano)

    La migrazione di applicazioni desktop verso OSS (traduzione in italiano)

    Report IDA completo>>

    L'Osservatorio Tecnologico ha realizzato alcune prove per identificare le difficoltà che le scuole potrebbero incontrare decidendo di utilizzare suite di office automation Open Source. In particolare è stata testata la portabilità di documenti tra una suite e l'altra.

    La capacità delle applicazioni di scambiarsi documenti conservandone l'integrità è una caratteristica difficile da determinare con precisione. L'ostacolo maggiore non è costituito dalla presenza di differenti funzionalità, come si sarebbe erroneamente portati a pensare. Se infatti osserviamo il set completo in dotazione ad ognuna delle applicazioni di office automation da noi testata ci accorgiamo che esiste una grande omogeneità. Le applicazioni simili (esempio Word di MSOffice, Write di StarOffice e Write di OpenOffice.org) possiedono tutte funzioni molto simili o identiche. In realtà questa somiglianza è più spiccata tra le funzioni di uso più comune che sono solo una parte (spesso piccola) di quelle disponibili. È interessante, a questo proposito lo studio pubblicato sul sito Integra.

    Il maggior ostacolo ad una misura rigorosa della portabilità risiede nel fatto che ogni funzionalità mostra di comportarsi in maniera differente a seconda del documento in cui essa è inserita. È lecito pensare che tanto più è semplice il documento tanto maggiore è la sua portabilità. Se, ipoteticamente la si testasse inserendo ogni funzione, da sola, in un singolo documento probabilmente si otterrebbe la massima portabilità teorica. Ma il dato avrebbe scarso valore. Le reali condizioni di lavoro di questi software sono estremamente diversificate, le "variabili ambientali" sono numerosissime e poco controllabili.

    La migrazione di un documento complesso (con funzionalità quantitativamente e qualitativamente numerose) può comportare una eventuale compromissione dei dati in esso contenuti, se non sono utilizzati formati standard e aperti.

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  • Riuso software

    È possibile segnalare i software proposti in questa sezione all'indirizzo di posta gruppo-test(at)psservatoriotecnologico(punto)net This e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it

    Le applicazioni software utili alle scuole devono rispettare i criteri elencati nell'apposita pagina e gli autori devono essere disponibili a supportare gli utenti interessati.

    Per riuso di un software si intende l'utilizzo di codice sviluppato per un'applicazione in un'altra applicazione, favorito da un'opportuna progettazione del software. Tradizionalmente il riuso è realizzato nei diversi linguaggi di programmazione attraverso le librerie, ma esistono delle tecniche che rendono tale risultato più semplice. Tra queste si possono ricordare la modularizzazione e l'utilizzo della programmazione orientata agli oggetti (Object Oriented Programming).

    Fino ad oggi la riusabilità è stata patrimonio di un'azienda, che custodisce gelosamente il proprio software riutilizzandolo quando ciò risulta conveniente.

    Con l'avvento dell'Open Source questa limitazione potrebbe affievolirsi, in quanto il codice aperto favorisce la trasmissione dei contenuti a chiunque e pertanto può essere un vantaggio considerevole dal punto di vista della riusabilità. Infatti le licenze Open Source consentono di accedere al codice sorgente e di riutilizzarlo per la realizzazione di altro software. Alcune licenze Open Source consentono anche di riutilizzare il codice in prodotti proprietari. Ciò consente evitare di dover reinventare ogni volta la ruota.

    La sezione affronterà tale argomento in senso lato, segnalando anche software non progettato o realizzato per la riusabilità, ma Open Source, e quindi riutilizzabile da altri programmatori e le cui funzionalità sono adatte ad un utilizzo diffuso nelle scuole.

    Perchè tale iniziativa porti a risultati concreti è necessaria la cooperazione tra le varie entità coinvolte. Pertanto saranno segnalati solo software i cui autori siano interessati a confrontarsi con i potenziali utenti ed a supportarli nella fase di avvio.

    Il primo prodotto proposto, realizzato dall'I.T.I.S. Ettore Majorana di Grugliasco (TO), è Net Control, un applicativo per sistemi GNU/Linux scritto con Tcl/Tk per gestire la connessione ad Internet di un laboratorio scolastico.

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  • Software proprietario
    I responsabili delle infrastrutture tecnologiche delle scuole o reti di scuole - le figure C previste dalla circolare 55/2002 - sono stati formati nel Piano Nazionale di Formazione sulle Competenze Informatiche e Tecnologiche del Personale della scuola, per garantire la presenza nelle singole istituzioni scolastiche di competenze informatiche avanzate tese a garantire, una adeguata capacità di progettazione, sviluppo, utilizzo proficuo e governo della infrastruttura tecnologica. Dovranno quindi anche avere una visione dello sviluppo delle tecnologie sufficiente per fornire consulenza ai dirigenti scolastici per le scelte della scuola.

    Fra le responsabilità dei Dirigenti scolastici c'è anche una corretta gestione delle risorse software della scuola che deve garantire un loro utilizzo produttivo e, soprattutto, conforme alle leggi esistenti in materia. Una piccola guida per la gestione del software , sintetica ed esauriente sui vantaggi, rischi e consigli è disponibile sul sito della BSA (Business Software Alliance: l ’organizzazione mondiale nella promozione di un ambiente online sicuro e conforme alla legge).

    Il software "proprietario" è il software il cui utilizzo, ridistribuzione o modifica è legato alle legge n. 68 del 09.04.2003 che ha modificato e rinnovato la legge n. 633 del 1941 sul Diritto d'Autore (altre norme in materia sono la legge n. 248 del 18 agosto 2000 e il DL n. 518 del 29 dicembre 1992 ).

    Il decreto legislativo n 68 del 09.04.2003 recepisce le indicazioni contenute nella Direttiva 29/2001/CE. Esso consente di applicare la normativa sul diritto d'autore anche a tutte quelle nuove situazioni createsi con la diffusione delle nuove tecnologie.

    Questa recente revisione del panorama legislativo ha spinto molte aziende ad aumentare l'offerta di soluzioni commerciali dedicate specificatamente al mondo della scuola. Molte aziende prevedono infatti una politica di licensing (autorizzazione per l'utilizzo del software tramite l'acquisto di una o più licenza) differenziata tra aziende private e Scuole, Università e enti di ricerca. Tale politica viene generalmente definita come "EDUCATION".

    I sistemi di licensing Education possono prevedere dalla semplice tariffa agevolata (con percentuali variabili di sconto) a delle vere e proprie linee tariffarie differenziate a seconda delle dimensioni e delle richieste delle singole scuole/Università/Enti.

    Le tariffe Education spesso prevedono anche condizioni particolari per docenti e studenti.

    È bene, nell'eventuale acquisto di software Education, valutare le condizioni previste dalle varie tipologie di licenza; ponendo particolare attenzione alle condizioni relative alla durata di validità della licenza. Talvolta infatti nelle proposte Education l'acquisizione della licenza non è permanente ma limitata ad un arco temporale di uno o due anni.

    In una apposita sezione del nostro sito dedicata alle licenze education cerchiamo di fornire una panoramica sul sistema di vendita di licenze (licensing) delle aziende produttrici dei software più utilizzati nelle scuole italiane.

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  • PC obsoleti
    Vi sono differenti prospettive in itinere per l’hardware dismesso: lo smaltimento, il ricondizionamento o o il riuso integrale.

    Lo smaltimento. L’elevata quantità di computer dismessi (si tratta di circa 130 milioni di computer all’anno, in crescita) costituisce un problema ambientale di non facile soluzione. Nei computer sono contenuti materiali inquinanti e quindi richiedono uno smaltimento differenziato. Alcuni stati hanno cominciato ad occuparsi normativamente del problema.

    Negli Stati Uniti una legge prevede una tassa sui computer nuovi da destinarsi allo smaltimento. In rete è inoltre disponibile uno studio delle Nazioni Unite sull’impatto ambientale dei PC dismessi. Anche a livello europeo sono state emanate due direttive, la 2002/95/CE e la 2002/96/CE del 27 gennaio 2003 che trattano rispettivamente della riduzione delle sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche e del recupero e riciclaggio delle stesse apparecchiature. In Italia il tema è regolamentato dal decreto Ronchi, ma è opinione comune che dovrebbero essere create opportune infrastrutture di smaltimento che per il momento sono pochissime. Anche alcune grosse aziende si sono cimentate con questo problema; IBM ad esempio ha lanciato un programma specifico di riciclaggio dei propri prodotti dismessi.

    I “Raee” (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) dovrebbero subire un trattamento e recupero differenziato ad hoc con oneri economici posti a carico dei produttori e distributori delle apparecchiature nuove. L’obbligo decorre dal 1 luglio - 13 agosto del 2006 (Dlgs 151/200). Il Legislatore ha però modificato questo obbligo posticipando (Dl 28 dicembre 2006, n. 300) la partenza del “Sistema Raee” alla data di emanazione di alcuni decreti attuativi - diramati dal Ministero il 25 ottobre 2006 - del Dlgs 151/2005 ed al massimo entro il 30 giugno 2007. In pratica è stata introdotta una proroga al termine del 13 agosto 2006, già spostato al 31 dicembre 2006 dal Dl 173/2006.

    Un ulteriore contributo per capire se il rifiuto high tech è un problema o una risorsa si può trovare nell’articolo comparso su Happy Web Online dal titolo “Rifiuto High Tech? Per noi è un affare”.

    Il ricondizionamento. Un secondo aspetto è quello di un possibile recupero dell’hardware obsoleto in vista di un suo riutilizzo (il Dlgs 151/2005 ne parla utilizzando il termine “reimpiego”).

    Il riuso. In opportune condizioni, per allungare la vita di un PC non è necessario ricondizionarlo, ma è possibile il reimpiego utilizzandolo nelle condizioni in cui si trova. Il software opensource ha le migliori caratteristiche di configurabilità e costi per essere adottato su pc ricondizionati. Ovviamente non è possibile installarvi un sistema operativo e programmi aggiornati, ma si possono comunque pensare utilizzi adeguati:

    • esportazione di servizi di rete (DNS, DHCP, print server per LAN con pochi utenti
    • installazione di una distribuzione GNU/Linux pensata per PC con ridotte capacità di calcolo
    • utilizzo dei PC obsoleti come client di una rete di terminali, Allo scopo la comunità OpenSource ha avviato un progetto per la realizzazione di una rete di terminali basata sull’utilizzo di GNU/Linux, che consente il reimpiego di computer dalle prestazioni non elevate.

    L’osservatorio Tecnologico, utilizzando tale tecnologia, ha avviato il Progetto F^3S che prevede il riuso di PC dismessi dagli uffici scolastici utilizzando software open source.

    Possibili utilizzi per le scuole

    A fronte di un notevole ritardo rispetto agli altri paesi occidentali, le scuole italiane negli ultimi anni si sono dotate di strumenti informatici per segreterie e studenti. Ciò è stato possibile grazie allo stanziamento di contributi statali specifici. Allo stato attuale l’importanza della presenza di adeguate strutture tecnologiche è ormai riconosciuta da tutti e fette sempre più consistenti dei bilanci scolastici vengono destinati a questo tipo di acvquisti. In tale situazione potrebbe sembrare inutile o poco significativo parlare di recupero di ricondizionamento di vecchio hardware per un utilizzo scolastico.

    In realtà la situazione delle dotazioni informatiche delle scuole, seppur migliorata rispetto solo a pochi anni fa, non è certamente ottimale. Il rapporto alunni/PC è nella maggior parte dei casi ancora tropo elevato e la carenza di computer è sentita soprattutto in quegli istituti formati da diversi plessi che non riesco a fornire di dotazioni tecnologiche le strutture più periferiche.

    In queste situazioni la scuola può prendere in considerazione l’ipotesi di acquisire pc obsoleti o ricondizionati a prezzi contentuti o sottoforma di donazioni da parte di soggetti (enti, aziende, scuole più aggiornate) che devono provvedere allo smaltimento di macchinari considerati obsoleti.

    Acquisire pc obsoleti è una strada praticabile che spesso può risolvere (o integrare) in maniera semplice ed economica alcune situazioni di deficit di infrastrutture tecnologiche delle scuole. Ecco solo alcuni dei vantaggi e delle soluzioni tecniche realizzabili:

    • la potenza computazionale dei pc obsoleti è, di norma, ancora adeguata per svolgere la gran parte dei compiti che più frequentemente vengono richiesti da un PC in una scuola: la realizzazione di stazioni di lavoro per navigare in Internet, consultare la posta o scrivere un testo. Quindi potrebbe essere l’occasione per aggiungere un altro computer in sala insegnanti, in biblioteca o in altri locali.
    • installando le opportune distribuzioni di software GNU/Linux si possono fornire servizi ad una rete locale non troppo estesa, come ad esempio proxy, firewall, DHCP, DNS.
    • se si decide di realizzare una rete di terminali, allora è possibile attrezzare un laboratorio con server GNU/Linux o Windows a seconda dei programmi che si intendono utilizzare, e client GNU/Linux, che consentono di collegarsi ad entrambi i server. Ciò consente tra l’altro di ridurre notevolmente le spese di manutenzione che risulta praticamente circoscritta al solo server. Un buon riferimento per questo tipo di realizzazione è il progetto LTSP.
    • se si intende realizzare una rete Windows si può utilizzare ad esempio (o dotarsi di) un server con caratteristiche hardware adeguate installandovi Windows 2000 Server ed il servizio di Terminal
    • se invece si preferisce acquisire ex novo una piccola rete locale completa , il progetto Lazzaro permette di acquistare un pc server e 5 postazioni complete di software ad un prezzo paragonabile a quello di un PC nuovo
    • se infine, nella scuola esistono le competenze informatiche necessarie, si può procedere autonomamente al recupero di computer ormai dismessi da uffici e laboratori o acquistati in appositi mercatini per destinarli a funzioni secondarie ma comunque necessarie, come ad esempio: postazioni per Internet per studenti e personale, postazioni di videoscrittura in sala insegnanti per redigere progetti e verbali, servizi server che non richiedano eccessiva potenza di calcolo.

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  • Distribuzioni Linux
    I sistemi operativi ed i programmi in generale, come qualsiasi prodotto, sono in continua evoluzione. Ciò è indispensabile per poter tenere il passo con le nuove richieste da parte dell'utenza che porta all'introduzione di nuove caratteristiche, per aderire a nuovi protocolli o semplicemente per eliminare errori nel codice che la pratica ha messo in evidenza.

    I produttori di software normalmente aggiornano i propri prodotti ad intervalli regolari fornendo una nuova versione ai propri clienti. Poiché nel software proprietario la licenza vieta la lettura e modifica del codice sorgente, il programma è modificabile solamente dall'azienda che lo ha prodotto o comunque da chi è espressamente autorizzato a farlo.

    Questa metodologia di sviluppo, se da una parte preserva gli investimenti che le aziende destinano allo sviluppo dei propri prodotti garantendo continuità ai progetti, dall'altra parte riduce il riuso del software, cioè la possibilità di riutilizzare parte del codice di un software per la realizzazione di altri prodotti, limitando tale possibilità all'interno dell'azienda stessa.

    Il paradigma open source ha scardinato questi concetti ormai egemoni proponendo un metodo di sviluppo alternativo che prevede una licenza che non vieti l'analisi e la modifica del codice sorgente, ma anzi le incoraggi.

    Se nel caso di normali programmi questo si traduce nel proliferare di applicativi derivati da altri già esistenti o in un massiccio uso di librerie condivise, nell'ambito dei sistemi operativi la questione è un po' diversa.

    Sistemi operativi e distribuzioni

    Nel mondo open source si sente parlare spesso, oltre che di sistemi operativi, anche di distribuzioni ed in proposito è bene fare un po' di chiarezza.

    Un sistema operativo è un insieme di programmi il cui scopo è quello di gestire l'hardware e fornire un ambiente per l'esecuzione dei programmi. Il suo elemento principale è il kernel, che gestisce l'accesso alla CPU ed alla memoria nonché l'utilizzo delle periferiche ed altre funzioni relative alla gestione del sistema. Può essere granitico, cioè realizzato in un unico blocco di codice o, come avviene sempre più frequentemente in ambito open source, modulare con i vari moduli che sono caricati in memoria solo quando è necessario migliorando le prestazioni.

    Il kernel

    Il cuore di un sistema operativo è il cosiddetto kernel, che consente la gestione dell'hardware e altre funzionalità di base. Attorno al kernel è poi realizzato il codice rimanente, costituito da programmi più o meno indispensabili per il funzionamento del sistema operativo stesso.

    Sia da un punto di vista della complessità che del tempo di sviluppo necessario, nonché per l'importanza da un punto di vista prestazionale e per la sicurezza, il kernel è l'elemento centrale.

    Attualmente esistono più kernel opensource che danno luogo ad altrettanti sistemi operativi opensource o commerciali.Certamente il più conosciuto e diffuso è Linux, ma si ricorda anche FreeBSD e Darwin (utilizzato dal sistema operativo MacOSX).

    Ad una disponibilità di diversi kernel e sistemi operativi open source, il paradigma di sviluppo open source aggiunge ulteriori possibilità. Poiché il codice è liberamente fruibile, chiunque può utilizzare i vari mattoncini che costituiscono il sistema operativo (kernel, librerie di sistema, programmi di utilità, interfaccia grafica e quant'altro) ed utilizzarli per realizzare un sistema operativo confacente ai propri bisogni, sviluppando eventualmente allo scopo ulteriori programmi.

    Questa prassi, relativamente a Linux, (che comunque richiede ovviamente conoscenze piuttosto elevate e molte risorse umane) si è molto diffusa, dando vita a quelle che sono chiamate distribuzioni.

    Il numero delle distribuzioni è ormai dell'ordine delle centinaia ed è in continuo aumento.

    Esistono distribuzioni generaliste, che cercano di adattarsi al maggior numero di situazioni fornendo software per ogni necessità e strumenti di configurazione di semplice utilizzo per consentire agli utenti di intervenire sulle impostazioni per adattarle alle proprie necessità, e distribuzioni dedicate a scopi specifici che cercano di ottimizzare il codice e la dotazione software per perseguire risultati più efficaci. Le prime sono certamente quelle più diffuse ed alcune di esse, come Debian, Fedora (sponsorizzata da RedHat), Suse, Slackware, Mandriva (già Mandrake) fanno ormai parte della storia e sono spesso utilizzate come base per realizzare altre distribuzioni più mirate.

    Una distribuzione normalmente si orienta ad un determinato bacino di utenza fornendo strumenti e programmi adeguati a tale scelta.

    Possiamo riassumere gli elementi caratterizzanti di una distribuzione nei seguenti:

    • la versione di kernel adottata ed eventuali modifiche rispetto alla versione ufficiale, che comporta anche una più o meno vasta compatibilità hardware
    • la procedura di installazione, che può essere più o meno complessa e dotata di opzioni
    • la scelta del software disponibile nei cd forniti ed il formato dei file relativi alla loro installazione (tarball, rpm, deb)
    • la personalizzazione dell'area di lavoro e dei menù per l'accesso ai programmi
    • l'esistenza di strumenti per la configurazione del sistema più o meno semplici da utilizzare ed efficaci

    L'utilizzo di questi diversi elementi in modo appropriato permette la realizzazione di distribuzioni orientate ad usi profondamente diversi tra loro. Attualmente esistono ad esempio distribuzioni mirate ad un utilizzo come desktop o come server, per l'analisi di reti di computer, per la realizzazione di un router-firewall software, per un utilizzo nelle scuole, per installazioni su hardware obsoleto e quindi povero di risorse, con occupazione ridotta dello spazio su disco (addirittura contenute in un floppy), e molto altro ancora.

    Molte distribuzioni sono realizzate da aziende, che partendo dalla cospicua disponibilità di programmi open source propongono una propria distribuzione commerciale fornendo un valore aggiunto (software proprietario aggiuntivo, supporto ai clienti ed altri servizi).

    Chi fosse interessato, può trovare in rete diversi siti che elencano e forniscono brevi descrizioni di distribuzioni Linux.

    Tra quelli italiani ricordiamo html.it e Linuxvalley. Per facilitare la ricerca, sul sito di Linux Online è possibile selezionare la caratteristiche principali e ricevere un elenco delle distribuzioni corrispondenti ai criteri impostati.

    Certamente in una scuola le esigenze sono molteplici e quindi è possibile verificare l'utilità delle varie tipologie di distribuzioni (pc utilizzati come workstation, server di rete, router-firewall, ..). Su questo stesso sito sono disponibili le recensioni di alcune distribuzioni.Tuttavia, soprattutto nella scuola di base, possono essere d'aiuto due particolari categorie di distribuzioni, una delle quali dedicata espressamente alle istituzioni scolastiche, ragion per cui nelle pagine seguenti l'attenzione sarà focalizzata sulle distribuzioni live ed educational .

     
  • PC "elettorali"

    A seguito della sperimentazione di scrutinio elettronico svoltasi in Liguria nella primavera 2005, circa 2.500 PC elettorali sono stati lasciati alle scuole che ne sono ora proprietarie.

    Dalle caratteristiche tecniche di questi PC si evince che sono risorse da utilizzare adeguatamente e particolarmente nei piccoli plessi ove le dotazioni informatiche possono essere meno avanzate.
    Su tali Computer non è installato alcun sistema operativo.
    Nella fornitura sono presenti alcuni CD, che contengono il Sistema Operativo Linux Mandrake 9.2 e relativi programmi (office automation, posta elettronica, etc.).

    La recente circolare Prot. n. 1333 A39 del 24/3/2006 dell'Ufficio Scolastico Regionale della Liguria ha chiarito una volta per tutte che tali computer non saranno utilizzati nelle elezioni politiche 2006 e che sono quindi completamente a disposizione delle scuole

    A novembre 2005 l’iniziativa E-lezioni con Linux dell'Osservatorio Tecnologico, svoltasi nell’ambito della manifestazione TED-Fiera di Genova , ha suggerito un possibile uso dei computer.

    Tale ipotesi era rivolta a chi intende usare questi PC come “client”, ovvero come Computer di uso personale per vari scopi: didattici, di segreteria, altro. Va installato un sistema operativo e l’ipotesi proposta dall’Osservatorio Tecnologico, di installare il sistema operativo Linux allegato alla fornitura stessa, è priva di costi aggiuntivi. Per agevolare l’installazione di Linux ed un primo utilizzo da parte di insegnanti e personale che probabilmente non hanno familiarità con computer Linux è stato realizzato del materiale didattico illustrato durante l’iniziativa in vari workshop dedicati agli insegnati.. Tale materiale didattico è scaricabile oppure può essere richiesto all’Osservatorio Tecnologico.

    Le caratteristiche dei PC donati alle scuole è tale che ne consente anche altri utilizzi, i PC possono essere utilizzati come server per la scuola. L’Osservatorio tecnologico propone alcune soluzioni di rete scolastica, basata sempre sull’uso del sistema operativo Linux. Chi è interessato può approfondire il tema dell’Open Source, dei suoi usi nella scuola o vedere esempio di buone pratiche scolastiche.

  • Glossari

    GLOSSARI

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