Migrazione verso l'open source Print
Thursday, 13 September 2007 08:11

Migrare da una piattaforma tecnologica ad un'altra è, in informatica, una delle attività più comuni, ma anche più critiche per qualunque organizzazione. Un tema caldo è oggi per le scuole l'Open Source Software. La sua eventuale adozione passa infatti per un'attività di migrazione di software e di dati. Migrare verso l'Open Source può significare cambiare il sistema operativo, passando ad esempio a Linux, oppure cambiare software o pacchetti applicativi oppure cambiare i programmi di Office Automation.

Uno degli studi più esaurienti e recenti (Novembre 2003) sul tema della migrazione, effettuato su iniziativa della commissione europea, è l'IDA (Interchange of Data Between Administrations), ora chiamata IDABC che è contenuto in un report che articola le linee guida da seguire per compiere la "migrazione" verso i sistemi Open Source.

È una guida molto completa ed esauriente che vuole essere di uso pratico per gli amministratori dei sistemi informativi e per i responsabili delle amministrazioni pubbliche. Si propone due obiettivi principali:

  • aiutare gli amministatori nel valutare l'opportunità di compiere la migrazione;
  • descrivere in termini pratici e tecnici, come deve essere compiuta

Il documento è stato redatto da esperti di ICT nella pubblica amministrazione appartenenti a 9 diversi paesi che hanno lavorato a questo progetto per un anno.

L'intento dichiarato è quello di rendere tale migrazione facile ed immediata. Il documento, pur essendo di dimensioni considerevoli, è strutturato ed indicizzato molto bene ed è di facile consultazione per tutti.
Le ragioni che possono spingere una amministrazione a compiere una scelta così importante e radicale sono illustrate nel capitolo 2 "Summary".
Ai dirigenti vengono spiegati in maniera chiara e sintetica sia gli aspetti gestionali per compiere la migrazione sia le sua conseguenze di tipo umano (capitoli 5 e 6 "Migration Overview" e "Human Issues").

Molto interessante anche l'analisi dettagliata dei costi che è pubblicata e scaricabile separatamente dalle guidelines ("Comparison Spreadsheet") che, tuttavia non costituisce un vero e proprio TCO (Total Cost of Ownership).
Per i gestori di rete ci sono schede tecniche dettagliatissime di descrizione degli aspetti tecnologici.

Le Applicazioni. Gruppi principali (traduzione in italiano)

La migrazione di applicazioni desktop verso OSS (traduzione in italiano)

Report IDA completo>>

L'Osservatorio Tecnologico ha realizzato alcune prove per identificare le difficoltà che le scuole potrebbero incontrare decidendo di utilizzare suite di office automation Open Source. In particolare è stata testata la portabilità di documenti tra una suite e l'altra.

La capacità delle applicazioni di scambiarsi documenti conservandone l'integrità è una caratteristica difficile da determinare con precisione. L'ostacolo maggiore non è costituito dalla presenza di differenti funzionalità, come si sarebbe erroneamente portati a pensare. Se infatti osserviamo il set completo in dotazione ad ognuna delle applicazioni di office automation da noi testata ci accorgiamo che esiste una grande omogeneità. Le applicazioni simili (esempio Word di MSOffice, Write di StarOffice e Write di OpenOffice.org) possiedono tutte funzioni molto simili o identiche. In realtà questa somiglianza è più spiccata tra le funzioni di uso più comune che sono solo una parte (spesso piccola) di quelle disponibili. È interessante, a questo proposito lo studio pubblicato sul sito Integra.

Il maggior ostacolo ad una misura rigorosa della portabilità risiede nel fatto che ogni funzionalità mostra di comportarsi in maniera differente a seconda del documento in cui essa è inserita. È lecito pensare che tanto più è semplice il documento tanto maggiore è la sua portabilità. Se, ipoteticamente la si testasse inserendo ogni funzione, da sola, in un singolo documento probabilmente si otterrebbe la massima portabilità teorica. Ma il dato avrebbe scarso valore. Le reali condizioni di lavoro di questi software sono estremamente diversificate, le "variabili ambientali" sono numerosissime e poco controllabili.

La migrazione di un documento complesso (con funzionalità quantitativamente e qualitativamente numerose) può comportare una eventuale compromissione dei dati in esso contenuti, se non sono utilizzati formati standard e aperti.

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Last Updated on Tuesday, 02 October 2007 09:11