Sicurezza dell'accesso a Internet e didattica Stampa
Mercoledì 19 Settembre 2007 07:20
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Dario De Jaco (CSI Piemonte), Marco Guastavigna (IIS Beccari, Torino)

Quale sicurezza?

Poiché il nostro ragionamento sulla sicurezza si riferisce in particolare al contesto della rete unitaria delle scuole piemontesi http://www.scuole.piemonte.it e si pone quindi soprattutto in una prospettiva didattica, ci occupiamo solo di strumenti che servono a evitare incontri (anche casuali) tra persone con strumenti di difesa limitati e proposte troppo forti sul piano emotivo e non di e-commerce, di firma elettronica, di transazioni economiche, di antivirus, di crittografia, né dal punto di vista tecnico né da quello giuridico. Non affrontiamo, infine, in senso stretto, il problema della pedofilia o degli adescamenti. 

Approcci alla "questione sicurezza"
Segnaliamo in primo luogo i browser per bambini, pensati in genere per essere usati dai genitori, in situazione domestica per esercitare il diritto-dovere di tutela. Sono strumenti di uso semplice e tutto sommato efficace, possono interessare quindi anche la scuola e in Kids Freeware - Free Software and Internet Services for Kids http://kidsfreeware.com/computers/surfing_browsers.html ne troviamo un ampio elenco, corredato di brevi recensioni. Si tratta di programmi per lo più shareware, che prevedono tutti un meccanismo di supervisione adulta sulla navigazione, e che seguono modelli operativi parzialmente diversi, di cui illustriamo qui di seguito alcuni esempi paradigmatici:

  • At Kids Browser (http://www.winshare.com/) prevede eventualmente interventi più netti: è infatti possibile eliminare la possibilità di inserire indirizzi e il menu Go, per cui l'utente potrà navigare soltanto nell'ambito del bacino di siti predefinito dal genitore o dall'insegnante.
  • Un cenno particolare va a Davide (http://www.davide.it/), provider che offre una connessione protetta, garantendo una navigazione filtrata, veloce e sicura. I bambini non corrono così il pericolo di fare spiacevoli incontri ma, come recita l'avviso nella home page, "la navigazione dei bambini non deve essere mai lasciata totalmente in mano ai bambini, ci deve essere sempre la guida di un genitore o di un adulto in generale".Infine c'è chi propone (non solo in Italia) un approccio secondo il quale la sicurezza parte dagli utenti finali (i bambini) e dalla loro consapevolezza sui problemi che -per strada e su Internet- possono essere chiamati ad affrontare.
  • Quest'approccio si traduce in una serie di regole molto ben spiegate nel caso di: TOMMASONE CYBERCOP PICCOLA GUIDA PER VIAGGIARE SICURI NEL CYBERSPAZIO disponibile all'URL http://www.dragotom.it/homelibro.htm attraverso le quali coinvolgere e responsabilizzare i protagonisti dell'evento, cioè i bambini stessi.

Una proposta per gli insegnanti

Suggeriamo di considerare la sicurezza in contesto didattico in questo modo: definire un bacino di siti "consentiti" può essere per gli insegnanti un' occasione di ricerca "mirata" e di costruzione di un progetto di consultazione di informazioni secondo un senso e uno scopo utili sul piano formativo ai bambini per qualcosa di più della navigazione in sé e per sé.

Questo potrebbe dare alla scuola un esplicito forte ruolo di guida alla "scoperta" ed alla classificazione delle risorse, coinvolgendo contemporaneamente gli allievi in un'operazione in cui non sono "sorvegliati" ma protagonisti.

Limitarsi a selezionare, e quindi a interdire (e quindi in qualche modo di censurare) non è infatti mai del tutto convincente né utile.. Nessuna lista di siti "autorizzati", poi, può mai essere definitiva e esclusiva; il lavoro ha per definzione una prospettiva dinamica e la definizione di insiemi diversi può tradursi in classificazioni e ordinamenti delle risorse di Internet direttamente utili dal punto di vista formativo.

La rete piemontese

La RUPAR piemontese (soprattutto per la parte dedicata alle Scuole) vuole e deve essere una rete sicura, protetta con meccanismi che garantiscano agli utenti, per quanto tecnicamente possibile ad oggi, il massimo grado di riservatezza da intrusioni esterne e da attività interne "non gradite".

La sicurezza è garantita dai seguenti punti di forza:

  • È una sorta di Rete "privata" a tutti gli effetti, cioè chiusa e controllata, con punti di ingresso/uscita e nomi predefiniti e costantemente verificati.
  • L'autenticazione è garantita da appositi Certificati digitali, che sono consegnati esplicitamente ad ogni singolo utente insieme al suo CIP (Codice di Identificazione Personale). L'insieme Certificato digitale e CIP garantisce l'identificazione dell'utente, della sua Posta e di ogni operazione che compierà in rete. Starà all'utente, naturalmente, evitare una diffusione non controllata della sua chiave di accesso.
  • L'utente è autenticato ad ogni ingresso nella RUPAR e tutte le operazioni che compie vengono "tracciate" (questo avviene con il suo esplicito consenso in proposito). Il tracciamento consiste nella registrazione automatica di quanto l'utente richiede alla rete, sia pur nella garanzia dei diritti di privacy. Questa cautela serve per poter ricostruire, se servisse, eventuali comportamenti non consoni alla sicurezza dell'ambiente.
  • È presente un Filtro Web (SmartFilter) che impedisce la connessione a siti classificati indesiderabili. Tale impedimento è esplicitato a tutti gli utenti; ciascuna scuola potrà poi chiarire con allievi e famiglie la situazione, definendo un chiaro patto formativo in merito all'uso della rete nella didattica e nella ricerca.

Il filtro in uso (che ha tutti i limiti dei filtri) è un sistema automatico che limita l'accesso ad Internet, escludendo la possibilità di collegarsi a siti Web di contenuto non desiderato. Con questo sistema la RUPAR è in grado di impedire che il personale di una scuola o i suoi allievi utilizzino la rete Internet per visitare siti non pertinenti.
È effettuata, per questo, una continua ricerca automatica, nello spazio Internet, di nuovi siti e pagine che corrispondono ai criteri di appartenenza a 30 differenti categorie predefinite in una "lista di controllo", che comprendono una vasta gamma di contenuti diversi.
Ogni nuovo sito rilevato viene verificato da una équipe di tecnici (umani) per un'analisi specifica, che serve a decidere se il sito osservato debba essere inserito in una delle categorie filtrate oppure no.
Nel vasto contesto delle norme e delle preferenze individuali, il discernimento tra contenuti leciti e non può essere oggetto di discussione. Il filtro considera i siti contenuti nelle 30 categorie suddette come improduttivi per la grande maggioranza degli impiegati e/o studenti nell'adempimento delle normali funzioni loro attribuite durante l'orario di lavoro/lezione.
Benché l'identificazione di un sito al fine della sua inclusione in una delle categorie sia il risultato di una continua analisi e ricerca, data l'evoluzione tumultuosa delle offerte in rete, non è possibile garantire l'indicizzazione di tutti i potenziali siti appartenenti ad una determinata categoria.
Inoltre, poiché l'identificazione di un sito specifico come appartenente ad una categoria determinata potrebbe comportare problemi di corretta interpretazione del suo contenuto, la lista non può comprendere siti che solo un particolare utente potrebbe desiderare di filtrare, ma si attiene a criteri più diffusi e generalizzati.
Infine, in una logica che prevede la massima libertà di comportamento (e di responsabilità personale), si è deciso di non filtrare nella RUPAR tutte le categorie previste dal sistema originale ma solo quelle evidentemente "improduttive", poiché la ricerca e la navigazione libera possono essere interessanti, stimolanti ed utili anche quando portano ad offerte informative più consone al gioco che allo studio in senso stretto.

Senza addentrarci negli aspetti didattici e pedagogici, l'impostazione che abbiamo dato al filtraggio serve a garantire l'utenza più esposta da pericolosi traumi ma contemporaneamente non vuole deprivarla, azzerandone i meccanismi di curiosità o nascondendo (inutilmente) il mondo reale.
Per questo si è deciso di filtrare le categorie di siti etichettate come: Comportamenti criminali, Occultismo, Appuntamenti e incontri, Droghe, Estremo/Oscenità/Violenza, Spazi Per Adulti, Giochi d'azzardo, Sesso. Per quanto riguarda quest'ultima categoria, va notato che, facendo riferimento alle influenze culturali e ai gusti personali, ciò che viene considerato sesso o pornografia o semplicemente una forma di divertimento, può essere oggetto di dibattito, ma, nello svolgimento delle normali funzioni di impiegati e studenti, si possono considerare comunque alla stregua di contenuti improduttivi.
Contestualmente si è deciso di NON filtrare le seguenti categorie: Arte e Cultura, Anonymizers/Translators, Chat, Intrattenimento, Giochi, Informazioni di tipo generale, Hate Speech (dedicata ad ogni sorta di propaganda tesa ad incoraggiare o fomentare atteggiamenti oppressivi verso uno specifico gruppo di individui (donne, minoranze, disabili ecc.), compresi gli integralismi di ogni specie, ritenendo che è meglio conoscere che ignorare), Umorismo, Investimenti, Ricerca di lavoro, Stili di vita (gusti, tendenze, orientamenti. Fanno parte della lista i siti gay, transgender, i club privati, i vegetariani, i naturisti ecc), Siti musicali MP3, Nudi (cioè Sculture e pittura classica, nudi fotografici, qualche immagine naturista o dettagliate illustrazioni mediche, comprese nella categoria "Nudismo"), Vendite online, Pagine Personali, Politica e valori sociali, Portali, Salute e cura di sé stessi, Sport, Viaggi, Usenet News e Webmail.

I due autori hanno pensato congiuntamente il testo; De Jaco ha poi curato la stesura dei paragrafi "Quale sicurezza?" e "La rete piemontese", Guastavigna "Approcci alla "questione sicurezza" e "Una proposta per gli insegnanti"

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Ultimo aggiornamento Giovedì 08 Maggio 2008 12:49